venerdì 15 marzo 2013

Da Spoleto a Firenze contro le mafie

A Firenze la XVIII Giornata della memoria e dell’impegno contro le mafie
Sabato 16 marzo da Spoleto scuole e cittadini per dire che ognuno può e deve fare la sua parte

SPOLETO – Anche Spoleto sarà presente, con una delegazione di 100 persone, alla XVIII Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie. La Giornata si tiene a Firenze ed è promossa da Libera, associazioni, nomi e numeri contro le mafie e Avviso Pubblico, Enti Locali e Regioni per la formazione civile contro le mafie in collaborazione con la Rai Segretariato Sociale e Rapporti con il Pubblico, con il patrocinio del Comune di Firenze, la Provincia di Firenze, la Regione Toscana, Comune di Scandicci e sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica. “Semi di Giustizia, fiori di Corresponsabilità” è lo slogan della manifestazione.

Tanti i giovani che da Spoleto e da altre parti dell’Umbria partono sabato mattina in autobus alla volta del capoluogo toscano: studenti delle scuole superiori, in particolare del polo umanistico “Pontano-Sansi-Leonardi” che in questi mesi  hanno lavorato con i loro insegnanti su progetti di legalità e cittadini che hanno deciso di non far mancare l’appoggio e il sostegno a una giornata di impegno e di festa.

Oggi pomeriggio, 15 marzo, 600 familiari di vittime delle mafie in rappresentanza di un coordinamento di 5000 familiari si ritroveranno alla Sala dei Cinquecento a Palazzo Vecchio. Alle ore 18 si svolgerà la veglia di preghiera interreligiosa per le vittime delle mafie presso la Basilica di S. Croce. "La comunità di Firenze - dichiara don Luigi Ciotti, presidente nazionale di Libera - è pronta ad accogliere queste famiglie. Arrivano cariche di ferite che non sono risanabili. È una memoria che si fa impegno, un momento di confronto e di ascolto per ribadire la nostra vicinanza alle famiglie delle vittime e alla loro straordinaria forza morale. In Italia non c’è strage di cui si conosca a pieno la verità. Il 70% dei familiari di vittime di mafia non conosce ancora la verità”.

Sabato 16 marzo appuntamento con la marcia con partenza da Fortezza da Basso e arrivo allo Stadio Artemio Franchi. Qui sarà allestito un palco dove saranno letti gli oltre 900 nomi di vittime delle mafie, semplici cittadini, magistrati, giornalisti, appartenenti alle forze dell'ordine, sacerdoti, imprenditori, sindacalisti, esponenti politici e amministratori locali morti per mano delle mafie solo perché, con rigore e coerenza, hanno compiuto il loro dovere. La piazza si riempirà di fiori colorati di vita, colorati di impegno grazie ai lavori realizzati dagli studenti di tutte le scuole d'Italia  in  memoria delle vittime. Sui fiori sarà scritto il nome della vittima, una frase, un disegno, per ricordare e far vivere il sacrificio della persona uccisa dalla criminalità mafiosa. E sempre allo stadio Franchi è prevista l’esibizione di Fiorella Mannoia

In vari luoghi della città spettacoli e giochi di strada mentre a partire dal primo pomeriggio si svolgeranno 17 seminari tematici su temi che vanno dalla corruzione al doping, dall'intreccio mafia e politica alle ecomafie, dall'educazione ai beni confiscati, dall' informazione all'etica delle professioni.

Perché Libera ha scelto Firenze?  È innanzitutto la città sfregiata dalla strage di via Georgofili, nella notte del 26 e 27 maggio 1993. Vittime del terrorismo mafioso, morirono cinque persone: la famiglia Nencioni al completo, papà Fabrizio e mamma Angela (a lei è intitolato il presidio di Libera Spoleto), le figlie Nadia di 9 anni e Caterina di soli 50 giorni. Morì Dario Capolicchio, studente siciliano di architettura trasferitosi in Toscana, amante della montagna e impegnato nella difesa dell'ambiente. Firenze è poi la città adottiva del grande Antonino Caponnetto - di cui è appena trascorso il decennale della morte – “padre” del pool antimafia di Falcone e Borsellino, che all’indomani della morte dei due magistrati, nel tour che intraprese per l’Italia per incontrare i giovani, portò la sua testimonianza anche a Spoleto in un indimenticabile incontro con i ragazzi della città al PalaRota. Firenze poi ha dato i natali al giudice Gabriele Chelazzi - morto anni fa - che ha lavorato tanto su via dei Georgofili e al quale si devono molti dei risultati dell'inchiesta.


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