giovedì 15 novembre 2012

"Mafie in pentola", 21 novembre al Teatro Brecht di S.Sisto (PG)

Libera Umbria insieme a Fontemaggiore ha organizzato per  il 21 Novembre 2012 alle ore 21:00 presso il teatro Brecht di San Sisto (PG) la messa in scena di "Mafie in pentola", uno spettacolo di Andrea Guolo e Tiziana di Masi sull'esperienza delle cooperative che gestiscono i beni confiscati alle mafie. E' obbligatoria la prenotazione chiamando il n. 3402217584 (Kathy) oppure il 3473783155 (Walter).


 Il cibo che si fa memoria e occasione di riscatto sociale. I paccheri di Don Diana, il vino di Placido Rizzotto e Hiso Telaray, il miele della cascina Bruno e Carla Caccia. L’economia legale, libera e giusta. In Sicilia, Calabria, Puglia, Campania ma anche in Piemonte e nelle altre regioni del nord. Dovunque sono arrivate le mafie, migliaia di ettari di terreno sono stati posti sotto sequestro e quindi confiscati, affidati a cooperative che stanno cercando di trasformare una storia di violenza, sfruttamento e illegalità in una “bella economia” i cui cardini si chiamano agricoltura biologica, qualità, lavoro e rispetto delle leggi. Questa è la vicenda di Libera Terra.

“Mafie in pentola- Libera terra il sapore di una sfida” è il racconto di un viaggio all’interno delle cooperative dove si realizza questa trasformazione. Uno spettacolo teatrale che si fonda sulla speranza e sulla rinascita, perché la terra non smette mai di rigenerarsi, basta concederle la possibilità. Ed ecco che nella Piana di Gioia Tauro, dagli ulivi abbattuti dalla ‘ndrangheta per ricavarne legname e non cederlo alle cooperative, si originano quei polloni che daranno l’olio della speranza; ecco i vigneti bruciati dalla sacra corona unita in Puglia che tornano a fiorire e a regalare un grande vino; ecco in Sicilia l’affermazione di un’agricoltura che rompe il muro delle regole mafiose e versa finalmente i contributi ai lavoratori.

Monologo interpretato dall’attrice Tiziana Di Masi e scritto dal giornalista Andrea Guolo, intende creare un collegamento tra teatro civile e gastronomico. È, in ultima analisi, uno spettacolo sul gusto e su alcune tra le eccellenze del nostro settore agroalimentare. “Mafie in pentola” non “chiude” lo stomaco dello spettatore, bensì stimola una “fame” di legalità e di cose buone.

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