Libera Umbria insieme a Fontemaggiore ha organizzato per
il 21 Novembre 2012 alle ore 21:00 presso il teatro Brecht di San
Sisto (PG) la messa in scena di "Mafie in pentola", uno spettacolo di Andrea Guolo e Tiziana di Masi sull'esperienza delle cooperative che gestiscono i beni confiscati alle mafie. E' obbligatoria la prenotazione chiamando il n.
3402217584 (Kathy) oppure il 3473783155 (Walter).
Il cibo che si fa memoria e occasione di riscatto sociale. I paccheri di
Don Diana, il vino di Placido Rizzotto e Hiso Telaray, il miele della
cascina Bruno e Carla Caccia. L’economia legale, libera e giusta. In
Sicilia, Calabria, Puglia, Campania ma anche in Piemonte e nelle altre
regioni del nord. Dovunque sono arrivate le mafie, migliaia di ettari di
terreno sono stati posti sotto sequestro e quindi confiscati, affidati a
cooperative che stanno cercando di trasformare una storia di violenza,
sfruttamento e illegalità in una “bella economia” i cui cardini si
chiamano agricoltura biologica, qualità, lavoro e rispetto delle leggi. Questa è la vicenda di Libera Terra.
“Mafie in pentola- Libera terra il sapore di una sfida” è il racconto
di un viaggio all’interno delle cooperative dove si realizza questa
trasformazione. Uno spettacolo teatrale che si fonda sulla speranza e
sulla rinascita, perché la terra non smette mai di rigenerarsi, basta
concederle la possibilità. Ed ecco che nella Piana di Gioia Tauro, dagli
ulivi abbattuti dalla ‘ndrangheta per ricavarne legname e non cederlo
alle cooperative, si originano quei polloni che daranno l’olio della
speranza; ecco i vigneti bruciati dalla sacra corona unita in Puglia che
tornano a fiorire e a regalare un grande vino; ecco in Sicilia
l’affermazione di un’agricoltura che rompe il muro delle regole mafiose e
versa finalmente i contributi ai lavoratori.
Monologo interpretato dall’attrice Tiziana Di Masi e scritto
dal giornalista Andrea Guolo, intende creare un collegamento tra teatro
civile e gastronomico. È, in ultima analisi, uno spettacolo sul gusto e
su alcune tra le eccellenze del nostro settore agroalimentare. “Mafie in pentola” non “chiude” lo stomaco dello spettatore, bensì stimola una “fame” di legalità e di cose buone.

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