martedì 30 aprile 2013

Primo Maggio. Da Portella della Ginestra a Pietralunga

 
  Il Primo Maggio 1947 a Portella della Ginestra, in provincia di Palermo, a migliaia i contadini e i braccianti di tutti i paesi della zona convennero con le loro famiglie per celebrare in letizia la giornata di festa e di lotta dei lavoratori, per molti anni soppressa e vietata dal regime fascista. All’ansia di partecipazione e di riscatto di quelle donne e di quegli uomini che aspiravano a liberare sé stessi e quelle terre dalla sopraffazione feudale e mafiosa caratteristica del latifondo si rispose con il terrore: le raffiche di mitra sparate al riparo delle colline sulla folla indifesa lasciarono sul terreno undici morti, inclusi due bambini, e decine di feriti. I nomi dei mandanti della strage sono rimasti ignoti per la catena dell’omertà, dei depistaggi, dei delitti che si aggiungevano a delitti, ma non è oscuro il significato di quell’atto orrendo: si voleva fermare il procedere delle forze del lavoro verso la libertà e la giustizia per ricacciarle nella passività e nella paura con lo scopo di mantenere un infame regime di oppressione.

Alla lotta e al sacrificio di quelle donne, di quegli uomini e di quelle famiglie vuole riallacciarsi Libera Umbra nell’organizzare a Pietralunga, nel bene confiscato alla ndrangheta reggina e finalmente restituito alla comunità attraverso il suo sindaco, la Festa del Lavoro di questo Primo Maggio 2013. Si tratta di un appezzamento di quasi cento ettari tra bosco e terreno coltivabile, con costruzioni ampie, seppure oramai diroccate, che, dopo un iter lungo e travagliato, è finalmente disponibile per un progetto di sviluppo in grado di dare lavoro e libertà a non poche persone, specialmente giovani.

La vicenda ha una forte connotazione simbolica. E’ oramai accertata da molte inchieste la presenza nella nostra regione di grandi organizzazioni criminali che, attraverso gli ingenti capitali acquisiti nei traffici illegali, acquisiscono immobili e attività economiche. Il fatto che questa infiltrazione non si sviluppi nel clamore degli spari, ma nel silenzio delle transazioni commerciali, non la rende meno inquietante. Pietralunga è luogo sacro della Resistenza giacché in quelle colline operò contro i nazi-fascisti una valorosa formazione partigiana, la Brigata Proletaria d’Urto San Faustino, con il sostegno dell’intera popolazione, a partire dalla parrocchia; ma può e deve diventare il simbolo di una nuova resistenza, quella dell’intera regione alle mafie, che dalle regioni originarie, grazie alla potenza del denaro, tentano nuovi insediamenti, portando con sé un tragico carico di ingiustizie e brutalità.

Dove prosperano le mafie viene meno la forza della legge, viene meno la solidarietà, si imbarbariscono tutti i rapporti, a cominciare dai rapporti di lavoro ove la dipendenza facilmente degenera in schiavitù. Questo Primo Maggio di Pietralunga, pertanto, facilmente si connette a quello di Portella della Ginestra, non soltanto per la somiglianza dei luoghi, in un caso e nell’altro immersi nella solitudine montana e collinare, ma perché – con tutte le differenze di epoca e di mentalità – gli obiettivi restano il lavoro e la libertà e il nemico è sempre la mafia, una criminalità con solidi agganci nel potere economico e politico.

Questo è lo spirito con cui, speriamo insieme a molti altri a partire dalla gente del luogo, Libera Umbria sarà a Pietralunga a ricordare le vittime delle mafie, a rinnovare l’impegno, a progettare il futuro e a anche a far festa, nella convivialità e nella gioia del canto. Non ci fermeremo qui: nel mese di luglio centinaia di ragazze e ragazzi parteciperanno ai campi estivi per rendere agibili con il lavoro volontario i terreni e gli immobili devastati dalla mafia. Da Portella della Ginestra a Pietralunga, un impegno che continua.

lunedì 22 aprile 2013

Venerdì a Spoleto l'incontro con Peppe Ruggiero su cibo e mafie



 
UMBRIA
Presidio di Spoleto “Angela Fiume”



A Spoleto il giornalista Ruggiero: “La lotta alla mafia si fa con i gesti quotidiani”

L’incontro su cibo e mafie. “Come consumatori abbiamo un grande potere, possiamo dettare il mercato. Ma bisogna dimostrare grande consapevolezza. E’ la conoscenza il grande capitale sociale del nostro Paese”



SPOLETO - “La consapevolezza è quella che serve. Iniziare a parlarne”. Così il giornalista Peppe Ruggiero ha aperto l’incontro di ieri, venerdì 19 aprile, a Spoleto al Cantiere Oberdan su cibo e infiltrazioni mafiose, parlando delle ragioni che lo hanno spinto a pubblicare l’inchiesta dal titolo “L’ultima cena. A tavola con i boss”. “Questo è il modo per diffondere le cose: gli incontri con le persone. Lì lasci un testimone, e le persone decidono se raccoglierlo o meno”. Dalle parole del libro – alcuni brani sono stati scelti e letti da Silvia Maria Garbini – si è partiti per una conversazione che ha affrontato diversi aspetti. Ruggiero, sollecitato da Vanessa Pallucchi e Marco De Angelis, esperti rispettivamente di ecomafie e di controllo della qualità degli alimenti, ha ribadito come “la lotta alla mafia si fa coi gesti quotidiani, ad esempio con il chiedere sempre lo scontrino: solo così, passo dopo passo, ce la possiamo fare”.
Anche su sprone delle domande del pubblico, Ruggiero ha toccato il tema dei controlli per la sicurezza alimentare (“il rapporto tra il controllore e il controllato è il problema dell’Italia”), quello del riciclaggio di denaro (“il vero portafoglio della criminalità è la ristorazione, a volte ti dicono che lì si paga solo in contanti ed è chiaro che si tratta di una lavanderia di denaro”), la difficoltà del consumatore a scegliere: “Sui pomodori leggi provenienza Italia, ma può significare ovunque: non siamo tutelati. Tutto questo mentre, anche in tempo di crisi, il consumatore non vuole risparmiare sulla sicurezza alimentare”. Ricorda il caso del vino al metanolo, Ruggiero: “Ci furono 23 morti e la produzione ebbe un crollo: a quel punto i produttori capirono che la moneta buona scaccia la cattiva, che serviva la qualità e non tanto la qualità”.
Dalle vongole contaminate provenienti da Chioggia e porto Marghera che arrivano nelle pescherie di tutta Italia (comprese le nostre) al pane contaminato delle mense scolastiche di San Marino gestite da un clan attraverso un prestanome vincitore di regolare bando, “dietro al cibo si può davvero raccontare l’Italia”.
Ma guai fermarsi a raccontare l’inferno. “Dall’inferno si può uscire. Come consumatori abbiamo un grande potere, possiamo dettare il mercato. Ma bisogna dimostrare grande consapevolezza. E la conoscenza è il grande capitale sociale del nostro Paese. Se uno su dieci sa e comincia a diffondere e denunciare, la strada si apre”. La strada si apre anche con l’educazione dei ragazzi e con la confisca dei beni, “vera arma contro i mafiosi”. E se 8mila giovani ogni estate da tutta Italia decidono di rinunciare alle vacanze e andare a fare i campi della legalità, “cos’è, se non questo, l’esercito della salvezza?”.
Da questa estate anche a Pietralunga (Perugia), presso la villa con 100 ettari di terreno confiscata al clan della ‘ndrangheta dei Di Stefano e riconsegnata nelle settimane scorse alla comunità locale, Libera Umbria organizza campi di lavoro e di educazione alla legalità. E il 1° maggio di Libera quest’anno nella regione sarà proprio a Pietralunga, con l’intervento del segretario generale della Cgil Susanna Camusso.
L’incontro con Peppe Ruggiero è stato organizzato dal presidio di Libera Spoleto nell’ambito di “Libera Libreria Letture di Legalità” e in collaborazione con Legambiente, Gruppo di acquisto solidale biologico Spoleto, L’Erica – Progetto I City, Cittadinanzattiva, L’Uovo di Colombo.




lunedì 15 aprile 2013

A tavola con i boss? Io non ci sto! - 19 Aprile al Cantiere Oberdan

Incontro con Peppe Ruggiero
Autore del libro L’ultima cena. A tavola con i boss
 
A tavola con i boss? Io non ci sto!
 
Le mafie ce la danno a bere (e a mangiare). L'alternativa esiste (ed è qui)

SPOLETO, VENERDÌ 19 APRILE 2013
 
 
Ore 16.30
  • Cantiere Oberdan (piazza San Gabriele dell’Addolorata) 
Ne discutono con l’autore
Vanessa Pallucchi
segreteria nazionale Legambiente e responsabile della campagna Italia, bellezza, futuro
Marco De Angelis
referente progetto I City e responsabile qualità catena discount
 
 
Introduce Walter Cardinali, Libera Umbria

Letture a cura di Silvia Maria Garbini

Aperitivo con prodotti di Libera Terra e del Gruppo di acquisto biologico Spoleto


venerdì 5 aprile 2013

All’istituto “Giovanni Spagna” la lezione di legalità di don Pino Puglisi




UMBRIA
Presidio di Spoleto “Angela Fiume”

Stamattina l’incontro del progetto “I City – La città siamo noi” ha proposto la visione del film di Roberto Faenza “Alla luce del sole”


SPOLETO - Erano un centinaio gli studenti dell’istituto tecnico e commerciale e dell’istituto alberghiero di Spoleto che stamattina nell’aula magna dello “Spagna” di viale Martiri della Resistenza si sono ritrovati, con i loro insegnanti, per alcuni spunti di riflessione sul tema della legalità. L’iniziativa rientra nell’ambito del progetto “I City: la città siamo noi” promosso dall’associazione “L’Erica” ed è stata organizzata in collaborazione con il presidio di Libera Spoleto.

In particolare è stata proposta ai ragazzi la visione del film di Roberto Faenza “Alla luce del sole”. Il film, del 2005 e con Luca Zingaretti, racconta la storia di don Pino Puglisi, parroco nel rione Brancaccio a Palermo, “eliminato” da Cosa Nostra il 15 settembre 1993, nel giorno del suo 56mo compleanno. Lo fa mettendo in evidenza le relazioni e i contesti familiari in cui bambini e ragazzi vivono in un rione “ad alta densità mafiosa” e nel quale don Puglisi combatte la sua battaglia per togliere terreno all’illegalità: aprendo anche un centro per i ragazzi, “segno – come ebbe a dire in un’intervista – della esplicita fiducia nella solidarietà degli uomini che si esprime in tanti modi e anche attraverso la collaborazione, la sollecitazione, il coinvolgimento”. Quest’anno, a 20 anni dall’assassinio, don Puglisi sarà proclamato beato  il 25 maggio prossimo a Palermo.

All’incontro presso l’istituto “Spagna” ha partecipato stamattina l’assessore all’Istruzione e alle politiche sociali e giovanili del Comune di Spoleto Battistina Vargiu. E’ stata anche l’occasione per informare i ragazzi che il primo bene confiscato dell’Umbria (una villa con terreno di 100 ettari confiscata a un clan della ‘ndrangheta e ubicata nei pressi di Pietralunga) è stato riconsegnato alla comunità locale. E già dalla prossima estate accoglierà decine di giovani che da ogni parte vorranno fare l’esperienza di un campo estivo di lavoro e divertimento su una terra che, da luogo simbolo di violenza e sopraffazione, diventa luogo di vita. Chi vuole può contattare “Libera Spoleto” suFacebook.

giovedì 4 aprile 2013

Rinviato l'incontro di oggi con Peppe Ruggiero

Care amiche e cari amici,

causa febbre alta del giornalista Peppe Ruggiero dobbiamo rinviare l'incontro "A tavola con i boss? Io non ci sto" sul rapporto tra cibo e mafie previsto per oggi, venerdì 5 aprile, nel pomeriggio al Cantiere Oberdan.  

Comunicheremo tempestivamente, appena concordata con Ruggiero, la nuova data, che sarà entro il mese di aprile. 

Resta confermato, per la mattina del 5 aprile, l'incontro di Libera con gli studenti, nell'ambito del progetto "I-City" promosso dall'associazione L'Erica. 

mercoledì 3 aprile 2013

A tavola coi boss



UMBRIA
Presidio di Spoleto “Angela Fiume”

Le mafie ce la danno a bere (e a mangiare). Ma l’alternativa esiste

Venerdì 5 aprile alle 16.30 al Cantiere Oberdan incontro con il giornalista Peppe Ruggiero autore del libro “L’ultima cena. A tavola con i boss”


SPOLETO - Mozzarelle di bufala, vanto ed eccellenza del made in Italy nel mondo, sbiancate con la calce, gonfiate con acqua ossigenata, contaminate con la diossina. Liquami e amianto nei campi di mele annurche, fragole e ciliegie. Ancora: cavalli dopati per correre in gare clandestine e poi, quando ormai “schiantano” e non servono più, macellati e immessi nel circuito alimentare: vere bombe di ormoni in grado di causare gravi danni alla salute.

E’ solo una parte dello scenario raccontato dal giornalista Peppe Ruggiero nel suo libro “L’ultima cena. A tavola con i boss”. Un viaggio, ben documentato, tra i tanti prodotti alimentari avvelenati dagli sporchi traffici delle mafie e destinati alle nostre tavole. Un gioco criminale in cui le organizzazioni criminali intascano, e le persone muoiono. E in cui si realizza, anche, una vera “mattanza ambientale”: sotto gli occhi di tutti, ma ancora impunita.

Consulente per alcune trasmissioni Rai come “Mi manda Rai 3” e “Lucarelli racconta” (“Ladri di futuro” è la trasmissione curata da Carlo Lucarelli del 23 settembre scorso sul tema) e co-autore del documentario "Biùtiful càuntri", Peppe Ruggiero sarà a Spoleto venerdì 5 aprile in un incontro pubblico che si svolgerà alle ore 16.30 al Cantiere Oberdan (piazza San Gabriele dell’Addolorata). L’incontro si svolge nell’ambito di “Libera Libreria Letture di Legalità” promossa da Libera Umbria ed è organizzato dal presidio Libera Spoleto in collaborazione con Legambiente, Cittadinanzattiva, L’Erica e L’Uovo di Colombo.

Si partirà dal libro per una conversazione aperta a tutti: per saperne di più su quanto e come "le mafie ce la danno a bere e a mangiare" e per stimolare una riflessione su come sia possibile sottrarsi a questi giochi criminali senza limitarsi a incrociare le dita ogni volta che facciamo la spesa, augurandoci che ciò che portiamo a casa non provenga da circuiti illeciti e non danneggi la salute. L'alternativa, di fatto, già esiste. “Sta a noi – scrive don Luigi Ciotti nella prefazione al libro di Ruggiero – assumersi la responsabilità di informarsi e di rafforzare questi percorsi, sostenere, attraverso le nostre scelte di consumo, un diverso modo di intendere la produzione alimentare”.
Al Cantiere Oberdan ne discute con l’autore Vanessa Pallucchi, già presidente di Legambiente Scuola e formazione e responsabile della campagna “Italia, bellezza, futuro”. Introduce Salvatore Lo Leggio (Libera Umbria). Letture a cura di Silvia Garbini.

Al termine dell’incontro, aperitivo con prodotti di Libera Terra e del Gruppo di acquisto solidale biologico di Spoleto, grazie alla collaborazione dei produttori del territorio.

La mattina del 5 aprile Peppe Ruggiero incontra gli studenti della città presso l’Istituto tecnico commerciale e per geometri “Giovanni Spagna”.