Transcrime, il centro interuniversitario sulla criminalità transnazionale, ha rilasciato un corposo studio di quasi 500 pagine sugli investimenti delle mafie in Italia. Vediamo alcuni punti riguardanti la nostra regione:
- Presenza mafiosa: L'Umbria si piazza a metà classifica, davanti all'Emilia Romagna molto più coperta a riguardo nelle cronache nazionali [p.27], nell'indice per provincia Perugia si colloca 40sima (sesta se guardiamo solo il Centro) e Terni 88sima [p. 28]. Non c'è da noi l'egemonia di un gruppo criminale ma una convivenza di più soggetti [p. 30];
- Prostituzione: Nonostante le sue ridotte dimensioni, e una minore popolazione, quanto a guadagni stimati dallo sfruttamento supera (333 mln €) aree dove il crimine organizzato vanta un radicato insediamento quali Sicilia (314), Calabria (108) e Puglia (254) [p. 65], d'altronde è di gran lunga quella in cui questa voce pesa di più rispetto agli altri ricavi illegali (52%) [p. 67] e la seconda per indice di rischio di finire vittima dello sfruttamento sessuale [p. 298];
- Guadagni illeciti: L'Umbria è quinta per ricavi illegali se rapportati alla popolazione locale [p.66];
- Rifiuti: Con riferimento a quelli non pericolosi emerge come regione in cui si registra il maggior numero di sequestri ogni 100.000 abitanti [p. 337];

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