giovedì 13 giugno 2013

La 'Ndrangheta in Umbria, le radici della malapianta

"La Malapianta" è un libro-intervista scritto da Antonio Nicaso col noto magistrato calabrese Nicola Gratteri nel 2009 e dedicato alla 'ndrangheta, a pagina 117 c'è spazio anche per la nostra regione:

In Italia, sempre più imprenditori finiscono nelle grinfie della 'ndrangheta.

Sì. Molti sono pienamente consapevoli, altri no. Ricordo la storia di un imprenditore che, in Umbria, cominciò a subappaltare lavori ai campani e ai calabresi che avevano disponibilità di liquidità e facevano risparmiare un po' di euro. Il lavoro costava poco e i lavoratori non si lamentavano. Li accettò persino come soci per costruire un lotto di un grande villaggio che stava realizzando in Sardegna. Sa come andò a finire? Che alla fine si accorse che coi clan non si tratta: o tutto o niente. Chiesero di fare l'intero villaggio e quando l'imprenditore si rifiutò di allargare la joint-venture bruciarono la sua Mercedes e quella della fidanzata. L'imprenditore venne intercettato mentre parlava con un amico. Diceva: «La polizia non fa nulla, aspetta che io faccia la denuncia. Ma io non sono mica scemo, non ho alcuna intenzione di prendermi una revolverata ». E nel frattempo se ne stava chiuso in casa, imbottendosi di tranquillanti. Nella stessa indagine, uno 'ndranghetista è stato intercettato mentre, parlando di certi politici, diceva: «Sono nelle nostre mani, noi li facciamo diventare sindaci, assessori, e loro fanno quello che noi vogliamo, senza pagare neanche mazzette ».

Fanno affari con la polvere bianca, ma non disdegnano quella grigia.

Negli anni della ricostruzione, dopo il terremoto del 1997 in Umbria, c'era bisogno di ruspe e betoniere e i calabresi si sono lanciati sui subappalti in una alleanza coi Casalesi che dura tuttora. [...]

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