venerdì 5 aprile 2013

All’istituto “Giovanni Spagna” la lezione di legalità di don Pino Puglisi




UMBRIA
Presidio di Spoleto “Angela Fiume”

Stamattina l’incontro del progetto “I City – La città siamo noi” ha proposto la visione del film di Roberto Faenza “Alla luce del sole”


SPOLETO - Erano un centinaio gli studenti dell’istituto tecnico e commerciale e dell’istituto alberghiero di Spoleto che stamattina nell’aula magna dello “Spagna” di viale Martiri della Resistenza si sono ritrovati, con i loro insegnanti, per alcuni spunti di riflessione sul tema della legalità. L’iniziativa rientra nell’ambito del progetto “I City: la città siamo noi” promosso dall’associazione “L’Erica” ed è stata organizzata in collaborazione con il presidio di Libera Spoleto.

In particolare è stata proposta ai ragazzi la visione del film di Roberto Faenza “Alla luce del sole”. Il film, del 2005 e con Luca Zingaretti, racconta la storia di don Pino Puglisi, parroco nel rione Brancaccio a Palermo, “eliminato” da Cosa Nostra il 15 settembre 1993, nel giorno del suo 56mo compleanno. Lo fa mettendo in evidenza le relazioni e i contesti familiari in cui bambini e ragazzi vivono in un rione “ad alta densità mafiosa” e nel quale don Puglisi combatte la sua battaglia per togliere terreno all’illegalità: aprendo anche un centro per i ragazzi, “segno – come ebbe a dire in un’intervista – della esplicita fiducia nella solidarietà degli uomini che si esprime in tanti modi e anche attraverso la collaborazione, la sollecitazione, il coinvolgimento”. Quest’anno, a 20 anni dall’assassinio, don Puglisi sarà proclamato beato  il 25 maggio prossimo a Palermo.

All’incontro presso l’istituto “Spagna” ha partecipato stamattina l’assessore all’Istruzione e alle politiche sociali e giovanili del Comune di Spoleto Battistina Vargiu. E’ stata anche l’occasione per informare i ragazzi che il primo bene confiscato dell’Umbria (una villa con terreno di 100 ettari confiscata a un clan della ‘ndrangheta e ubicata nei pressi di Pietralunga) è stato riconsegnato alla comunità locale. E già dalla prossima estate accoglierà decine di giovani che da ogni parte vorranno fare l’esperienza di un campo estivo di lavoro e divertimento su una terra che, da luogo simbolo di violenza e sopraffazione, diventa luogo di vita. Chi vuole può contattare “Libera Spoleto” suFacebook.

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