UMBRIA
Presidio
di Spoleto “Angela Fiume”
Stamattina
l’incontro del progetto “I City – La città siamo noi” ha
proposto la visione del film di Roberto Faenza “Alla luce del sole”
SPOLETO
- Erano un centinaio gli studenti dell’istituto tecnico e
commerciale e dell’istituto alberghiero di Spoleto che stamattina
nell’aula magna dello “Spagna” di viale Martiri della
Resistenza si sono ritrovati, con i loro insegnanti, per alcuni
spunti di riflessione sul tema della legalità. L’iniziativa
rientra nell’ambito del progetto “I City: la città siamo noi”
promosso dall’associazione “L’Erica” ed è stata organizzata
in collaborazione con il presidio di Libera Spoleto.
In
particolare è stata proposta ai ragazzi la visione del film di
Roberto Faenza “Alla luce del sole”. Il film, del 2005 e con Luca
Zingaretti, racconta la storia di don Pino Puglisi, parroco nel rione
Brancaccio a Palermo, “eliminato” da Cosa Nostra il 15 settembre
1993, nel giorno del suo 56mo compleanno. Lo fa mettendo in evidenza
le relazioni e i contesti familiari in cui bambini e ragazzi vivono
in un rione “ad alta densità mafiosa” e nel quale don Puglisi
combatte la sua battaglia per togliere terreno all’illegalità:
aprendo anche un centro per i ragazzi, “segno – come ebbe a dire
in un’intervista – della esplicita fiducia nella solidarietà
degli uomini che si esprime in tanti modi e anche attraverso la
collaborazione, la sollecitazione, il coinvolgimento”. Quest’anno,
a 20 anni dall’assassinio, don Puglisi sarà proclamato beato il 25 maggio prossimo a Palermo.
All’incontro
presso l’istituto “Spagna” ha partecipato stamattina
l’assessore all’Istruzione e alle politiche sociali e giovanili
del Comune di Spoleto Battistina Vargiu. E’ stata anche l’occasione
per informare i ragazzi che il primo bene confiscato dell’Umbria
(una villa con terreno di 100 ettari confiscata a un clan della
‘ndrangheta e ubicata nei pressi di Pietralunga) è stato
riconsegnato alla comunità locale. E già dalla prossima estate
accoglierà decine di giovani che da ogni parte vorranno fare
l’esperienza di un campo estivo di lavoro e divertimento su una
terra che, da luogo simbolo di violenza e sopraffazione, diventa
luogo di vita. Chi vuole può contattare “Libera Spoleto” suFacebook.

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